Categoria
Endocrinologia
Principio attivo
Uso
Note

Forma farmaceutica

Capsule

Tipo di ricetta

Ripetibile

Scadenza

6 mesi

Conservazione

Utilizzato principalmente per il trattamento dell’ipertiroidismo

Il Propiltiouracile (PTU) è un farmaco antitiroideo utilizzato in endocrinologia principalmente per il trattamento dell’ipertiroidismo.

Il Propiltiouracile agisce su due livelli principali:

  • Azione centrale (tiroidea): inibisce l’enzima perossidasi tiroidea, bloccando così la sintesi degli ormoni tiroidei (T4 (tiroxina) e T3 (triiodotironina)), impedendo in questo modo l’organificazione dello iodio e l’accoppiamento delle iodotirosine.
  • Azione periferica (extra-tiroidea): inibisce l’enzima 5′-deiodinasi, che è responsabile della conversione della T4 in T3 (la forma più attiva) nei tessuti periferici. Questa azione periferica non è condivisa dal Metimazolo (MMI), un altro farmaco antitiroideo.

Il PTU è utilizzato nel trattamento dell’ipertiroidismo, in particolare nelle seguenti condizioni:

  • Malattia di Graves-Basedow.
  • Preparazione alla tiroidectomia o alla terapia con radioiodio (per portare il paziente a uno stato di eutiroidismo).
  • Crisi/Tempesta tiroidea (per la sua azione rapida di blocco della conversione periferica T4 in T3).
  • Gravidanza: è generalmente il farmaco di scelta nel primo trimestre di gravidanza, poiché è associato a un minor rischio di malformazioni congenite rispetto al Metimazolo (MMI) durante questo periodo cruciale.

Il PTU può causare effetti collaterali, alcuni dei quali potenzialmente gravi. Per questo motivo, il Metimazolo (MMI) è spesso preferito come farmaco di prima linea per l’ipertiroidismo al di fuori della gravidanza, a causa di una minor incidenza di effetti avversi gravi. I principali sono:

  • Epatotossicità grave: questo è il rischio più serio, che include l’insufficienza epatica acuta, anche fatale, e che può richiedere il trapianto di fegato. L’insorgenza è variabile e si verifica sia negli adulti che nei bambini. È essenziale un attento monitoraggio della funzionalità epatica (transaminasi e bilirubina) e dell’emocromo completo durante il trattamento.
  • Agranulocitosi: raro ma grave calo dei globuli bianchi (neutropenia), che espone a rischio di infezioni. Solitamente si verifica nei primi mesi di terapia.
  • Vasculite ANCA-associata: una rara infiammazione/necrosi dei vasi sanguigni di piccolo e medio calibro.
  • Effetti minori: eruzioni cutanee, prurito, febbre, artralgia (dolori articolari), nausea, alterazioni del gusto.

Uso in Gravidanza e Allattamento

• Primo Trimestre di Gravidanza: preferito al Metimazolo per il minore rischio di embriopatia.
• Secondo e Terzo Trimestre di Gravidanza: si raccomanda spesso il passaggio al Metimazolo per minimizzare il rischio di epatotossicità materna e per il feto.
• Allattamento: il PTU è escreto nel latte materno in quantità limitate; l’uso è generalmente considerato compatibile a dosi moderate, ma sotto stretto controllo medico.