Categoria
Veterinaria
Principio attivo
Uso
Note

Forma farmaceutica

Capsule

Tipo di ricetta

Non ripetibile

Scadenza

6 mesi

Conservazione

2-8 °C

Terapia dei tumori e trattamento di gravi malattie autoimmuni

La Ciclofosfamide (CPA) è un potente farmaco chemioterapico appartenente alla classe degli agenti alchilanti. In medicina veterinaria, è un pilastro nella terapia dei tumori e nel trattamento di gravi malattie autoimmuni, grazie alle sue proprietà citotossiche e immunosoppressive.

La Ciclofosfamide è un profarmaco, il che significa che è inattiva nella sua forma somministrata e richiede l’attivazione metabolica.
• Attivazione epatica: viene metabolizzata nel fegato (principalmente dal citocromo P450) per formare metaboliti attivi, in particolare la Fosforamide Mustarda e l’Acroleina.
• Azione alchilante: la Fosforamide Mustarda è l’agente citotossico primario. Essa lega in modo covalente (alchila) il DNA, in particolare in corrispondenza del N-7 della guanina. Questo alchilamento incrociato impedisce la replicazione e la trascrizione del DNA, portando all’apoptosi (morte cellulare programmata) delle cellule in rapida divisione (cellule cancerose e cellule immunitarie).

La Ciclofosfamide ha due ruoli chiave in veterinaria, primariamente nel cane e, meno frequentemente, nel gatto:

A. Terapia antineoplastica (chemioterapia): è un componente essenziale di molti protocolli di chemioterapia combinata.
• Linfoma: fa parte di protocolli standard come CHOP (Ciclofosfamide, Doxorubicina, Vincristina, Prednisone), il trattamento di prima linea per il linfoma canino.
• Emangiosarcoma: spesso usata per il controllo della malattia metastatica.
• Sarcomi dei tessuti molli.
• Mieloma Multiplo.

B. Immunosoppressione
Grazie alla sua capacità di distruggere le cellule immunitarie in rapida proliferazione, è usata per il trattamento di malattie autoimmuni resistenti quali:
• Anemia Emolitica Immunomediata (IMHA) e Trombocitopenia Immunomediata (ITP): usata come agente di salvataggio (salvage therapy) quando i corticosteroidi e altri farmaci non sono sufficienti per controllare la risposta autoimmune.
• Vasculiti e altre malattie infiammatorie sistemiche.

Effetti collaterali:
Gli effetti collaterali sono tipici della chemioterapia, ma la Ciclofosfamide presenta un rischio peculiare: la cistite emorragica sterile. Questo è l’effetto collaterale più caratteristico e preoccupante, causato dal metabolita Acroleina.
L’Acroleina viene escreta nelle urine e irrita il rivestimento della vescica, causando infiammazione (cistite) e talvolta sanguinamento (emorragica). Per mitigare questo rischio, si consiglia diuresi potenziata, stimolando l’animale a bere e urinare spesso (es. somministrazione della Ciclofosfamide al mattino). La somministrazione concomitante di MESNA (farmaco che si lega all’Acroleina nella vescica, neutralizzandone la tossicità) sarebbe cruciale, ma il MESNA è costoso e non sempre utilizzato in veterinaria, preferendo la sola diuresi).

Altro effetto collaterale della Ciclofosfamide è la soppressione mieloide, cioè la diminuzione della produzione di globuli bianchi (neutropenia), che aumenta il rischio di infezioni; meno frequentemente, anemia e trombocitopenia. Per questo motivo richiede un attento monitoraggio dell’emocromo (conta dei globuli bianchi) prima di ogni somministrazione.

Somministrazione e protocolli:
La Ciclofosfamide viene tipicamente somministrata in modo intermittente (ad esempio, una volta ogni 1-3 settimane) per dare tempo al midollo osseo di recuperare dalla mielosoppressione tra un ciclo e l’altro.
Sebbene usata, la Ciclofosfamide è generalmente meno tollerata dai gatti rispetto ai cani, richiedendo dosaggi inferiori e un monitoraggio ancora più rigoroso.